Chirurgia

Sfatiamo alcuni miti sulla chirurgia dentale

La chirurgia oro-dentale ha lo scopo di risolvere gravi patologie dentali.

In particolare, si occupa di diagnosticare e curare chirurgicamente malattie, difetti e traumi dei denti, delle ossa mascellari e dei tessuti adiacenti, nonché del cavo orale in generale, sia sotto l’aspetto funzionale che estetico.

Le procedure più comuni della chirurgia oro-dentale sono la rimozione dei terzi molari, noti come denti del giudizio, la chirurgia parodontale e la chirurgia implantare.

Serve sempre rimuovere il “dente del giudizio”?

L’estrazione del molare del giudizio è un intervento che può essere ormai considerato una operazione quasi di routine, e non è vero che deve essere sempre eseguito. Il terzo molare detto “dente del giudizio” va tolto per soli motivi di spazio, infiammazione, carie, possibilità di danneggiamento del dente adiacente.

Non serve preoccuparsi di una gengivite

La parodontologia si occupa della diagnosi e della cura delle malattie dell’apparato di sostegno del dente, cioè il complesso formato da osso e gengiva. Lo stadio evolutivo parte generalmente (non sempre) da una gengivite che può degenerare in parodontite (piorrea). La parodontologia si occupa anche della diagnosi e della cura delle recessioni gengivali, problema che si differenzia dalle altre patologie di origine parodontale.

Applicare gli impianti è sempre una buona soluzione?

La chirurgia implantare si occupa dell’inserimento di impianti in titanio nell’osso che costituiscono la base per la successiva riabilitazione dentale.

Grazie alla chirurgia implantare ci si occupa di sostituire i denti mancanti con altrettante radici artificiali ancorate all’osso.

La perdita dei denti naturali è sempre stato un evento invalidante, sia per la funzionalità che per l’estetica della bocca.

Dopo l’esecuzione di una TAC, gli impianti dentali vengono inseriti chirurgicamente sotto anestesia locale.

Dopo la guarigione, trascorsi alcuni mesi, la radice artificiale funge da base per l’estremità visibile del dente.

Contrariamente a quanto si possa pensare, l’intervento di implantologia dentale non è doloroso e presenta una percentuale di successo molto elevata.

Gli impianti dentali, in qualità di radici artificiali inserite stabilmente nell’osso, riescono a sostenere validamente un dente singolo o un ponte, oppure possono fare da ancoraggio eccellente per una dentiera instabile o mal tollerata dal paziente.

In definitiva, l’implantologia serve a ristabilire per il paziente estetica, fonetica e funzione masticatoria, e colmare quelle lacune dentali che potrebbero portare ad uno spostamento della dentatura residua, ed evitare di arrivare a situazioni di malocclusione e disturbi a livello dell’articolazione che collega la mandibola al cranio (articolazione temporo-mandibolare).

Tutti gli impianti sono uguali?

Sono simili a viti e sono costruiti in titanio, metallo di larghissimo uso in chirurgia per essere biocompatibile e ben tollerato dall’organismo umano. La superficie è irruvidita in modo da aumentare ed anche accelerare la possibilità di osteointegrazione ovvero dell’incorporamento totale nella compagine ossea.

In casi specifici e ben studiati, con una tecnica di implantologia a carico immediato, in 24 ore dall’intervento chirurgico, il paziente può essere riabilitato senza che ci sia bisogno di aspettare il tempo clinico della guarigione dell’impianto stesso.

Quando non c’è sufficiente quota ossea per poter inserire un impianto, è possibile eseguire degli innesti di osso diversi a seconda della quantità e della zona.